Le tue radici nel futuro

7.1 LINEE GUIDA DI ISTITUTO per l’integrazione e l’inclusione degli studenti e studentesse in situazione di disabilità

Al termine del precedente anno scolastico vi è stata una profonda e generale revisione delle prassi relative all’integrazione e inclusione degli studenti e studentesse in situazione di disabilità.

Tale riflessione si è resa necessaria in ragione della sempre crescente complessità, in termini di numeri e di quadri clinici, degli studenti che frequentano il Liceo e anche per risolvere alcune criticità che si erano manifestate nel corso dell’anno.

Il lavoro è stato condotto durante l’estate dalle prof.sse Vigo, Mantero e Somekereki, in collaborazione con la Dirigenza e si è concretizzato nell’elaborazione delle presenti Linee Guida. Il documento è stato presentato e condiviso ad inizio anno con tutto il gruppo dei docenti di sostegno.

Nell’anno scolastico 2016–17 sono iscritti 31 ragazzi con disabilità certificata, distribuiti nei diversi indirizzi offerti dalla scuola, con una maggiore presenza nell’indirizzo Scienze Umane.

Di altri (almeno due), si è in attesa di certificazione.

 

PREMESSA

Le seguenti Linee Guida raccolgono una serie di principi generali ed azioni che hanno lo scopo di migliorare il processo di integrazione e inclusione degli studenti e studentesse con disabilità che, sempre più numerosi, frequentano il Liceo.

La nostra Scuola, in qualità di comunità educante, accoglie ciascun giovane nello sforzo quotidiano di favorire condizioni relazionali e situazioni pedagogiche tali da consentire lo sviluppo della persona. Una Scuola, dunque, non solo per sapere ma per crescere, mediante l’acquisizione di competenze e autonomie, sviluppate attraverso interventi specifici ed individualizzati, nel rispetto delle capacità individuali.

Nella panoramica dei principi generali individuati nell’ordinamento nazionale e in quello internazionale, si delinea “il modello bio- psico-sociale di disabilità” come interazione tra il deficit di funzionamento della persona e il contesto sociale, carattere dominante per la definizione del Progetto di Vita della persona con disabilità.

In questa nuova ottica, la nostra Scuola individua e propone interventi di integrazione e inclusione nei quali si riconosce la condivisione educativa e formativa di tutto il personale.

In quest’ottica, è valorizzata la progettazione individualizzata per lo studente con disabilità, in accordo con gli Enti Locali, le Asl e le famiglie.

 

PRINCIPI GENERALI

  • Sostenere una cultura scolastica inclusiva basata su principi ugualitari e democratici dove l’integrazione è una pratica da perseguire costantemente
  • Promuovere ed incentivare attività di formazione rivolte al personale della Scuola
  • Valorizzare e sostenere progetti che attivino strategie orientate a potenziare il processo di inclusione
  • Istituire figure di coordinamento delle azioni/attività/iniziative all’interno della Scuola
  • Curare il raccordo di rete tra le diverse realtà territoriali e con Scuole di ordine inferiore e superiore 
  • Attuare attività di orientamento per assicurare la continuità nella presa in carico della persona con disabilità, lungo tutto il corso della vita
  • Intraprendere iniziative per individuare e rimuovere barriere (architettoniche ma non solo!) e sostenerle  durante la fase di progettazione didattica.

 

LA PROGRAMMAZIONE

In questa fase si fa riferimento alla normativa in materia, (partendo dalla Legge 517/77,  passando per Legge 104/92 per giungere alle Linee Guida MIUR 2009 e, infine, alla Legge 107/15), la quale ribadisce l’importanza della dimensione inclusiva mediante lo sviluppo degli apprendimenti nella comunicazione, socializzazione e relazione interpersonale. Tenendo conto di tali priorità, la programmazione educativa si sviluppa nella logica della costruzione del Progetto di Vita che consente allo studente di “avere un futuro” ed è definita all’interno di gruppi di lavoro deputati a tale fine per legge.

La programmazione personalizzata individua obiettivi didattici, metodi, strategie, criteri di verifica, di valutazione, tempi ed ausili ed è formalizzata nel PEI.

È redatta nel secondo mese dell’attività didattica con la partecipazione dei docenti curriculari e di sostegno e condivisa con le famiglie.

Nella programmazione è importante sottolineare la conoscenza del fascicolo personale dello studente che lo accompagna a partire dalla scuola dell’infanzia, all’inizio della sua scolarizzazione. L’acquisizione attenta dei dati permette di attuare azioni ed individuare strategie di accoglienza soprattutto nel primo periodo di inserimento nella scuola secondaria,  come momento delicato di costruzione del rapporto di fiducia tra lo studente e i docenti  e tra la sua famiglia e la Scuola.

A tal proposito, è determinante la collaborazione con la famiglia nel fornire, in tempi utili, subito dopo il termine dell’anno in corso, tutta la documentazione in suo possesso, per favorire il passaggio tra un grado di istruzione e l’altro.

È opportuno, inoltre, distinguere che all’interno del percorso di studi della scuola secondaria di secondo grado, lo studente potrà seguire una programmazione semplificata per obiettivi minimi che contenga al suo interno i programmi disciplinari della classe di appartenenza, da quella differenziata che può condurre l’alunno al conseguimento dell’attestato di frequenza e al rilascio del certificato delle competenze maturate al termine del corso di studi.

Durante il quinquennio è possibile variare il piano della programmazione per meglio adattarla alla crescita della persona.

 

LA DOCUMENTAZIONE

Concorrono alla formazione del fascicolo personale i seguenti documenti:

  • La diagnosi funzionale con riferimento alla Legge 104/92 e al DPR del 24/2/94, stilata dall’unità multidisciplinare  ASL o da Centro accreditato
  • Profilo dinamico funzionale con riferimento alla Legge 104/92 e al DPR del 24/2/94, stilato da docenti di sostegno, curriculari, unità multidisciplinare in collaborazione con la famiglia
  • Piano educativo individualizzato (PEI) con riferimento alla Legge 104/92 e al DPR del 24/2/94, stilato da docenti di sostegno, curriculari, unità multidisciplinare in collaborazione con la famiglia.
  • Documento del 15 maggio per le classi quinte che raccoglie il percorso educativo/formativo nonché le esperienze di Alternanza Scuola Lavoro effettuate nel triennio finale.

 

IL DOCENTE DI SOSTEGNO

Il docente assegnato alla classe per l’attività di sostegno, è membro a tutti gli effetti del Consiglio di Classe. Interviene sulla base di una preparazione specifica nelle ore in classe, collabora con l’insegnante curriculare e con l’intero Consiglio di Classe per favorire l’iter formativo dell’alunno. Partecipa alle riunioni Di Gruppo Integrato e a quelle relative all’Alternanza Scuola Lavoro. 

In particolare:

  •          Lavora su tutta la classe cercando di favorire le relazioni all’interno del gruppo, collabora nella preparazione di lezioni di recupero e/o di potenziamento, produce materiali didattici tecnici fruibili nella scuola e raccolti in una banca dati
  •          È attento ai bisogni dello studente con disabilità
  •          Redige insieme ai colleghi PEI, PDF, Relazione Finale
  •          Lavora nella gestione di eventuali situazioni di disagio
  •          Privilegia attività di gruppo e di tutoring e le propone nell’attività didattica curricolare
  •          Verifica in modo costante l’apprendimento, gratificando lo studente anche in caso di  miglioramenti modesti
  •          Collabora in modo stretto con gli Enti territoriali e con il personale preposto all’assistenza educativa
  •          Mantiene stretti rapporti con la famiglia
  •          Può essere individuato nella funzione di coordinatore di classe
  •          Si propone nel coordinamento di attività previste dalla Scuola.

 Di anno in anno, in base alle situazioni, il gruppo dei docenti di sostegno produce materiali e ausili didattici utili alla gestione comune dei ragazzi disabili, in particolare per i casi gravi.

 

IL DIALOGO CON LE FAMIGLIE

La famiglia è un punto di riferimento essenziale per l’effettiva inclusione dello studente con disabilità, sia perché fornisce utili informazioni, sia perché è riconosciuta come luogo di continuità fra educazione formale ed informale.

In ragione di tale continuità, è importante che la famiglia condivida e rispetti il Regolamento di Istituto, per quanto di competenza.

La documentazione relativa allo studente, prodotta dalla scuola, è resa disponibile per la famiglia e consegnata dall’istituzione scolastica quando richiesta.

Si ribadisce che è altresì importante che la famiglia stessa fornisca alla scuola la documentazione in suo possesso nei tempi e nei modi previsti, al fine di agevolare tutte le procedure formali di assegnazione del monte ore e del personale educativo utili alle attività di sostegno.

In particolare, per gli studenti delle classi prime e nel primo periodo di attività didattica l’insegnante di sostegno assegnato alla classe è delegato a tenere i rapporti con la famiglia,  sentiti i pareri del Coordinatore e, in generale, dei docenti del Consiglio di Classe.

Nel caso in cui più docenti di sostegno siano assegnati alla classe, per la gestione dei casi più gravi, si individua un docente di sostegno referente (case manager).

Tale docente coordina il lavoro del team ed è il punto di riferimento per la famiglia, con il quale si rapporta in modo privilegiato, per lo scambio di ogni informazione utile a favorire il percorso scolastico.

 

RAPPORTI CON ASL, CENTRI ACCREDITATI E COOPERATIVE SOCIALI

Questi partner intervengono attivamente nella costruzione del Progetto di Vita dello studente.

Le ASL e i Centri accreditati di riferimento assicurano un incontro all’anno, con il Consiglio di Classe, per ogni studente.

La calendarizzazione degli incontri è fissata nel corso dell’anno in base alle proposte di data provenienti dalle ASL e dai Centri e agli impegni collegiali istituzionali.

Quando il docente di sostegno si rende disponibile a recarsi presso le strutture sanitarie per prendere accordi/informazioni  con gli operatori, il Dirigente conferisce un incarico ad hoc e, nei limiti delle risorse disponibili, riconosce il tempo impiegato come servizio svolto per compiti istituzionali e il rimborso delle spese di viaggio effettuate con mezzi pubblici.

 

Per i ragazzi di nuovo inserimento sarebbe auspicabile che avvenisse un incontro, nella sede del Liceo, già prima dell’inizio effettivo delle lezioni, cui partecipi almeno: un docente referente ed un educatore dell’ordine di scuola inferiore, la docente referente e il Docente Coordinatore del Consiglio di accoglienza, la famiglia, gli operatori sanitari di riferimento. 

Nell’incontro si condividono le linee essenziali della fase di accoglienza - inserimento del primo quadrimestre nella scuola secondaria superiore.

 

STRUTTURA DELLE ATTIVITA’ DI SOSTEGNO

 

ORIENTAMENTO IN ENTRATA E IN USCITA

 La fase di orientamento in entrata nella scuola superiore di secondo grado, rappresenta per il ragazzo disabile un momento di cambiamento, con forte impatto emotivo. Si tratta di costruire nuovi percorsi volti a sviluppare il senso di autoefficacia e sentimenti di autostima per il conseguimento delle competenze utili a vivere in diversi contesti di vita.

L’orientamento in entrata avviane formalmente in tre momenti: a novembre, a dicembre e a gennaio dell’anno scolastico in corso nelle sedi del Liceo.

Un docente referente accoglie e fornisce informazioni alle famiglie e ai ragazzi che intendono iscriversi alla nostra Scuola. La compilazione di una scheda permette la raccolta dei dati essenziali e può essere utile per individuare, insieme alla famiglia e al ragazzo, l’indirizzo di studi più idoneo.

 

A questa prima fase segue il progetto accoglienza attivo già dal mese di marzo, che consiste nel programmare una serie di attività in aula o in laboratorio affinché i ragazzi possano conoscere la nuova realtà, famigliarizzare con gli ambienti, anche fisici, del Liceo, incontrare i futuri docenti e compagni.

 

Per quanto riguarda l’orientamento in uscita, a partire dal terzo anno di frequenza, la Scuola si adopera per avviare una serie di esperienze di Alternanza Scuola Lavoro, sul territorio savonese, per accompagnare lo studente verso la conclusione del percorso formativo.

All’elaborazione di questo Progetto di Vita partecipano i docenti del Consiglio di Classe, la famiglia, i partner territoriali.

Questa è una fase delicatissima, proprio perché offre prospettive che vanno “oltre” il periodo scolastico e apre l’orizzonte su un futuro possibile.

 

Pensami adulto…

La nostra Scuola, infine, si propone di tenere i contatti, al termine del percorso scolastico, con le famiglie dei ragazzi disabili, (in particolare per i casi più gravi), con associazioni e servizi territoriali, allo scopo di monitorare i ragazzi nella realizzazione concreta del loro Progetto di Vita e di verificarne l’efficacia.

 

REFERENTI PER L’INTEGRAZIONE E L’INCLUSIONE

Uno o più referenti per l’integrazione e l’inclusione, nominati dal Dirigente, coordinano le attività di sostegno nella sede e nella succursale del Liceo.

Nell’anno in corso, come già accennato in apertura del capitolo, in ragione della crescente complessità, sono stati individuati tre referenti, con compiti e responsabilità comuni e specifiche, chiaramente riportate e descritte nel Funzionigramma (al quale si rimanda integralmente). 

 

CRITERI/AZIONI COMUNI PER TUTTI I DOCENTI DI SOSTEGNO

I docenti di sostegno appartengono al Dipartimento Inclusione e lavorano in base a criteri comuni e condivisi.

In particolare:

- svolgono una funzione di promozione e raccordo nei confronti delle iniziative dei colleghi

- sono figure di collegamento tra i docenti del Consiglio di Classe e i servizi sanitari che seguono ciascun ragazzo

- promuovono il senso di comunità nelle classi ove prestano servizio

- si confrontano periodicamente con i colleghi curricolari e di sostegno per monitorare l’andamento delle diverse attività didattiche

- lavorano in team e si riuniscono periodicamente ed orientativamente una volta a bimestre per decidere azioni comuni e all’interno delle proprie classi.

 

ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI DI SOSTEGNO AI CASI/ALLE CLASSI

Per l’assegnazione dei docenti di sostegno è opportuno tenere in considerazione l’ esperienza maturata in più ambiti, in particolare nei casi di persona con necessità di sostegno intensivo.

Si tengono, inoltre, in considerazione alcuni criteri generali:

- distribuzione equa dei casi di persona con necessità di sostegno intensivo su tutti i docenti di sostegno che operano da più anni nel Liceo

- indicazione di un docente referente nei rapporti con la famiglia e i servizi, (case manager), nei casi in cui operino più docenti su un medesimo caso, in particolare sui casi gravi

- distribuzione dei casi in ingresso a docenti che operano da più anni nel Liceo

- assegnazione, ove possibile, di non oltre due docenti di sostegno nelle classi con uno o due ragazzi disabili, con la presenza di uno o due educatori. In tale modo, si intende evitare il sovrapporsi di stili di insegnamento diversi e l’eccessivo  numero di figure di riferimento. 

 

DISTRIBUZIONE DELLE ORE DI SOSTEGNO

Per l’assegnazione delle ore di sostegno a ciascun alunno, in base al monte ore totale destinato al Liceo, si tengono conto i seguenti criteri:

- gravità del deficit rilevabile dalla diagnosi clinica e da quella funzionale

- a parità di gravità, si tiene conto della mancanza di autonomia e dell’impaccio motorio

- complessità di gestione  didattico/organizzativa nella classe di appartenenza, in relazione a: numero degli studenti, tempo scuola, grado di collaborazione tra i docenti, presenza o meno di personale educativo specializzato (che rappresenta una ulteriore e preziosa risorsa per lo studente, soprattutto nelle ore in cui non è presente il docente di sostegno).

 

Va, inoltre, ribadito che la distribuzione oraria tiene conto della formazione pregressa e delle competenze possedute dal docente, sia in termini dei saperi curriculari sia in termini di  specializzazione sui temi della disabilità.

 

DISTRIBUZIONE DELLE ORE DEGLI EDUCATORI SPECIALIZZATI AI SINGOLI CASI

Nella distribuzione delle ore di assistenza educativa specializzata si tiene conto del monte ore annuale che varia nel corso degli anni scolastici. Sono pertanto indicatori significativi:

- esperienza pregressa e buona capacità di relazione

- flessibilità nella gestione del proprio lavoro

- capacità propositiva e risolutiva dell’imprevisto

- buona manualità laboratoriale

- continuità educativa dove è possibile

- orario non sovrapposto a quello dei docenti di sostegno.

 

ORARIO DEI DOCENTI DI SOSTEGNO 

L’orario viene articolato secondo la distribuzione oraria delle discipline, tenuto conto anche della formazione e delle competenze del docente, come già affermato sopra.

È  preferibile non sovrapporre ore di sostegno tra docenti assegnati alla stessa classe. In questo modo è garantita la copertura massima di ore di sostegno per gli alunni disabili inseriti nella medesima classe.

 Le figure di sistema che coordinano le attività volte all’integrazione e all’inclusione individuano momenti opportuni, (da un'ora alla settimana a un’ora al mese, in base alle necessità), per effettuare riunioni in team, al fine di confrontarsi su problemi comuni, armonizzare le reciproche attività, prendere contatti con figure esterne o per ricevere da queste informazioni circa le diverse attività da svolgere.

 

REGOLAMENTO PER LE FAMIGLIE

Come già specificato al punto “dialogo con le famiglie”, queste rappresentano una risorsa importante per la scuola. È  pertanto auspicabile che tale valorizzazione sia rinforzata da uno spirito di stretta collaborazione e di apertura al dialogo costruttivo capace di risolvere possibili incomprensioni.

Alle famiglie la scuola dedica uno spazio secondo i tempi e le modalità previste:

- ad inizio anno scolastico, soprattutto per le classi prime, in momenti ad hoc

- durante le attività scolastiche, all’interno delle ore di ricevimento, cercando di contenere quanto più possibile incontri giornalieri “extra”

- durante altre ore, fuori dall’orario di ricevimento, ma definite dalle Referenti

- nei momenti di incontro per la definizione del PEI, dei percorsi di Alternanza Scuola Lavoro e altri progetti specifici per singoli casi.

Si ricorda alle famiglie che è vietato permanere a lungo all’entrata e all’uscita della scuola e che solo i famigliari o le persone autorizzate possono ritirare i ragazzi al termine delle lezioni.

La stretta collaborazione tra Scuola e famiglia permette di instaurare un rapporto di fiducia che si traduce in reciproca stima, con la consapevolezza che il successo formativo si conquista a piccoli passi in un’ottica di crescita comune e non privo di possibili errori.

 

FORMAZIONE DEDICATA ALLE FAMIGLIE CON INCONTRI PERIODICI E SEMINARI

La nostra scuola già da tempo ha aperto i suoi spazi e si è proposta alle famiglie mediante l’attivazione di incontri serali su alcune tematiche di interesse rilevante per chi ha figli adolescenti e pre – adolescenti.

All’interno di tali spazi ci si propone di creare momenti dedicati all’educazione all’affettività e alle emozioni, trattando questi temi anche dal punto di vista delle persone con disabilità.

 

PARTECIPAZIONE A VIAGGI DI ISTRUZIONE E USCITE DIDATTICHE

Ogni anno la nostra scuola programma una serie di uscite didattiche e viaggi d’istruzione di varia durata e con mete diversificate.

Tali attività fanno parte anche del progetto pensato per ogni studente con disabilità, con gli ausili e le risorse necessarie per una partecipazione attiva, reale, autentica.

In questo spazio di vita gioioso e allegro, pieno di voci e di rumori può avvenire quel riconoscimento reciproco che permette allo studente disabile di sentirsi parte integrante della classe, poter essere, stare e fare “insieme” agli altri, “come” gli altri…

È  necessario allora che la programmazione delle visite d’istruzione sia attenta e scrupolosa, sia nella scelta delle mete, sia nelle modalità di partecipazione.

Deve avvenire, cioè, una stretta collaborazione tra i docenti Referenti dell’integrazione   e i docenti che organizzano le visite e le uscite per stabilire eventuali percorsi alternativi o facilitati in caso di scarse abilità motorie degli studenti coinvolti.

È  altresì auspicabile che sia l’insegnante di sostegno ad accompagnare il ragazzo e qualora questa necessità non possa essere assolta, la scuola potrà individuare altre figure di riferimento capaci di sostituirlo.

In particolare per i ragazzi con handicap grave sono previste gite d’istruzione di una sola giornata.

 

ALTERNANZA SCUOLA LAVORO E PROGETTI IN RETE

A partire dalle classi terze e per tutto il triennio, la Scuola si attiva in due percorsi preferenziali che conducono ad un’esperienza lavorativa presso Enti di Formazione del territorio savonese.

In particolare i ragazzi che seguono una programmazione differenziata possono aderire al progetto in rete con altre scuole della provincia, denominato “Imparo a lavorare”. La struttura preposta all’accoglienza è ISFORCOOP di Savona. Qui, i ragazzi inseriti in piccolo gruppo svolgono attività in aula con la presenza di educatori e, successivamente, in azienda per acquisire competenze spendibili nel mondo del lavoro.

I ragazzi che seguono una programmazione semplificata partecipano ai percorsi di Alternanza Scuola Lavoro prevista dalla Legge 107/2015. In questa fase la stretta collaborazione tra i docenti di classe, l’insegnante di sostegno e il docente Referente per l’Alternanza, permetterà di individuare le strutture più idonee ad accogliere gli studenti con disabilità.

 

LABORATORI

Anche quest’anno saranno attivi due laboratori: la cura di un orto presso l’ADE (Aula Didattica Esterna), recentemente sistemata, in Sede e un laboratorio pittorico presso la Succursale.

Possono parteciperanno ragazzi disabili e compagni di classe per la produzione di materiali utili ad alcune iniziative della scuola.