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Il Liceo Della Rovere non dimentica

Nella mattinata del 6 febbraio 2019 presso l'Archivio di Stato di Genova in via Santa Chiara si è svolta la premiazione degli studenti vincitori della diciottesima edizione del concorso del Consiglio regionale “Il sacrificio degli italiani della Venezia Giulia e Dalmazia: mantenere la memoria, rispettare la verità, impegnarsi per garantire i diritti dei popoli”. Si sono distinti quattro alunni del Liceo Giuliano della Rovere BADII Lorenzo, JITARU Madalina, OTTONELLO Marta e RUFFINENGO Davide della classe 5^E indirizzo Economico Sociale accompagnati dalla docente referente prof.ssa Clara Cazzuli. Il Concorso, indirizzato agli studenti degli istituti superiori della Liguria, rientra nelle iniziative promosse dalla legge regionale 24 dicembre 2004 numero 29 “Attività della Regione Liguria per l’affermazione dei valori della Memoria del Martirio e dell’Esodo dei Giuliano Dalmati” atte a commemorare il "Giorno del Ricordo". 

Gli studenti vincitori la prossima primavera (presumibilmente la seconda settimana di Aprile) parteciperanno ad un viaggio premio nei territori della Venezia Giulia, Istria e Dalmazia dove si consumò la persecuzione della popolazione italiana autoctona.

RELAZIONE UFFICIALE di Giovanni Stelli «Occorre custodire e far rivivere la memoria, occorre resistere alla violenza dell’oblio – ha ammonito Giovanni Stelli – e dobbiamo, dunque, insieme alle istituzioni croate e slovene, ripristinare nei luoghi dell’esodo le nostre tracce cancellate in modo da recuperare e tutelare le diversità di quella terra». Lo storico fiumano, dopo avere ricostruito le diverse fasi delle persecuzioni compiute, prima nel 1943 e poi nel 1945, dalle autorità slave contro la popolazione italiana e che portarono all’esodo di centinaia di migliaia di italiani, ha invitato a guardare al futuro: «Dobbiamo agire secondo una prospettiva costruttiva perché ora per gli esuli è diventato possibile stabilire rapporti con le comunità slovene e croate» ha aggiunto, sottolineando i primi risultati raggiunti: il parziale ripristino del bilinguismo nelle strade a Fiume e la riesumazione di alcune delle vittime della persecuzione. Stelli ha ricordato, inoltre, che la comunità italiana attualmente ha propri rappresentanti nel parlamento dei due paesi e queste nuove relazioni possono portare a successivi «atti di pietà e di riparazione». «Le foibe furono solo l’aspetto umanamente più sconvolgente – ha ricordato – di una repressione generale, di una pulizia ideologica promossa, organizzata e voluta dalle autorità per eliminare tutti coloro che, nell’immediato dopoguerra, si sarebbero opposti all’annessione all’unione federativa jugoslava, ma anche di una pulizia etnica verso gli italiani: fra i primi a cadere vittime furono, infatti, tre esponenti del partito autonomista fiumano già perseguitati dai fascisti». Questo «clima del terrore - ha detto Stelli - determinò un esodo forzato, una vera e propria espulsione».

 (Rai 3, TgR del 6 febbraio 2019 ore 19:40)


Pubblicata il 06 febbraio 2019

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